Anno associativo 2018/2019

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L’estate si è conclusa e riprendono le attività. È il momento di mettere in pratica quanto vissuto. Per i Giovanissimi di AC sono passati due mesi dal campo estivo 2018: “Seminatori di stelle”. Chi non c’è stato non saprà mai cosa si è perso… O meglio, ha ancora l’opportunità di farsi un’idea. Alcuni partecipanti, infatti, hanno raccontato la loro esperienza, attraverso un vero e proprio diario di campo. Curiosi? Non vi resta che proseguire la lettura.

“Ogniqualvolta l’essere umano compie una scelta, questa rappresenta un percorso più o meno breve, che comprende e rispecchia tutte le caratteristiche che descrivono chi la compie. Nell’ultimo giorno di campo c’è tutto questo. Ne usciamo tutti un po’ cambiati, perché una prerogativa dello scegliere è senza dubbio il cambiamento.” racconta Federico Rottaro, educatore al campo Giovanissimi. Un’occasione per conoscersi, confrontarsi e mettersi in discussione “Esserci conosciuti, aver confrontato le nostre Emozioni, aver messo in gioco i nostri Conflitti interiori e sociali, l’esserci Relazionati in un ambiente di condivisione e fraternità, l’aver constato di essere in Ricerca o di dover ricercare qualcos’altro, tutto ciò ha creato i presupposti per poter compiere delle nuove Scelte. Ed è con questo spirito che è cominciato l’ultimo giorno di campo.” ha continuato Federico.

Per alcuni Giovanissimi è stata davvero una novità “È la mia prima esperienza nel gruppo dei giovanissimi ed è stata piena di emozioni, in ogni momento, in ogni attività. Ho conosciuto molti ragazzi e rafforzato le amicizie già esistenti, gli educatori, fantastiche persone, sono stati molto disponibili e divertenti. Questa è stata in assoluto un’esperienza che mi ha dato ed insegnato tanto.” ha detto Valeria Fiumi.

Per altri è l’esperienza di passaggio ai Giovani: “Personalmente ho scelto questa giornata perché è quella che più rappresenta il modo in cui ho vissuto il mio campo: essendo per me l’ultimo ho sfruttato ogni attività per chiedermi cosa sarebbe venuto dopo, e grazie al campo sono riuscito a trovare la strada che ora voglio seguire, e che sento più affine al mio modo di essere e di pormi nei confronti degli altri. Per questo sento di aver raggiunto un punto importante della mia ricerca!” racconta Denny Marca.

Ognuno ha imparato qualcosa: “Personalmente quest’anno è stato il mio ottavo campo con l’Azione Cattolica, ed il mio secondo nei Giovanissimi. Si è rivelata un’esperienza fantastica! Ogni anno affronto questo appuntamento con maggiore consapevolezza. Auguro a tutti i giovani di poter vivere quest’avventura, che ti fa gioire un po’ di più della tua vita.” ha detto Floranna Guarente.

Lavorare su sé stessi richiede fatica, Giorgia Salvatore lo sa ed ha ringraziato chi l’ha accompagnata in questo percorso: “Cosa mi ha lasciato il campo GVS? Mi ha lasciato una sicurezza in me stessa che sinceramente non ho mai avuto e per questo devo ringraziare tutti gli educatori che mi hanno aiutata da acquistarla!! GRAZIE♥️”

Ma nel concreto, cosa hanno fatto i Giovanissimi al campo? Ecco la descrizione dell’esperienza, raccontata giorno per giorno.

Mercoledì 25 luglio 2018: giorno 1

«Inizia il campo Giovanissimi. Con il gruppo dei ragazzi appartenenti alla Diocesi di Albano partiamo riuniti su un pullman, dando inizio alla settimana con canti e giochi, direzione Musèllaro di Bolognano, dove, presso l’ostello “La Crus” trascorreremo 5 giorni insieme.

Dopo alcune ore ed un paio di soste arriviamo all’ostello, ci sistemiamo nelle stanze ed immediatamente ci riuniamo nel piazzale dell’edificio, iniziano le presentazioni al gruppo, educatori compresi: “Ciao, mi chiamo Valeria, faccio parte della parrocchia di S. Isidoro Agricoltore di Santa Procula”, inizia così ufficialmente il Campo Giovanissimi 2018.

Si parte con la prima attività: ogni educatore, ha interpretato un’emozione (ovvero rabbia, gioia, timidezza, speranza e jolly, in caso una persona non riuscisse a scegliere una tra queste emozioni). Dopo averne scelta una, ci siamo confrontati sulla nostra decisione. Io ho scelto il jolly, perché ero indecisa tra due emozioni, gioia e rabbia.

È giunta l’ora di pranzo, gli educatori ci concedono un po’ di tempo libero, una parte del gruppo decide di rimanere all’ostello, mentre l’altra, tra cui io, è andata a giocare nel parco del paese.

Nel primo pomeriggio, ripartono le attività e nuovamente il gruppo si riunisce, alcuni educatori rappresentano, attraverso uno spettacolo “la vita di Giuseppe”, per soffermarsi sul tema del campo, le emozioni: il padre di Giuseppe lo considerava il figlio prediletto e i suoi fratelli erano molto “invidiosi” di questo atteggiamento.

Dopo la recita, siamo rientrati nell’ostello dove ci hanno mostrato un filmato: esso rappresentava le scene più importanti del film “Inside out” (in cui l’argomento principale sono le emozioni); al termine, gli educatori ci hanno diviso in gruppi, io facevo parte del gruppo blu, poi, ad ognuno di noi hanno consegnato dei libretti, ovvero, un diario/scadenzario per tutte le attività che verranno svolte nel campo.

Una volta divisi, ogni gruppo ha portato avanti le varie attività.

Prima attività: ogni ragazzo doveva scegliere l’emozione che più lo rappresentasse, per poi raffigurarla tramite degli oggetti o dei disegni. Io ho scelto la rabbia, rappresentandola come una fiamma.

Seconda attività: divisi in coppie, il nostro compagno doveva rimanere immobile, mentre noi dovevamo rappresentarlo assumendo una posa che lo descrivesse (se il nostro compagno lo consideravamo simpatico, per esempio, noi dovevamo fare dei sorrisi amichevoli).

Successivamente, dopo una veloce merenda, gli educatori ci hanno riunito in cerchio per la terza attività, abbiamo chiuso gli occhi e ci hanno raccontato una storia. Il nostro compito, in un primo momento, è stato quello di dover immaginare le scene nella nostra mente. Un educatore, per rendere la storia più “reale”, ad esempio, passava tra di noi spruzzando del profumo, quando dovevamo immaginare un odore gradevole, o schizzava acqua per farci immaginare un cane che sgrullava il pelo bagnato.

La storia doveva farci credere di camminare nelle vie della nostra città per poi entrare in un bar; qui, dopo esserci seduti ad un tavolo ed aver ordinato il solito, arriva un cameriere con le bevande e si siede a parlare con noi: era Gesù, a lui dovevamo raccontare qualcosa di molto importante. Dopo la conversazione Gesù ci ha fatto un dono, una candela. Una volta riaperti gli occhi, ci siamo confrontati sulla nostra relazione con Dio e su come tutto ciò ci ha fatto sentire, sia durante che dopo la nostra conversazione. Al termine di questa esperienza, ognuno di noi ha scritto un pensiero su un foglietto e lo ha attaccato alla candela.

Alla fine delle attività, ci riuniamo per cenare insieme e poi tutti nel piazzale per dare inizio ai giochi serali: la segretaria diocesana del MSAC (Movimento Studenti di Azione Cattolica) che ci ha accompagnato in questa esperienza, ci ha fatto gonfiare dei palloncini, su ognuno di essi abbiamo scritto in sintesi quale fosse la nostra scuola ideale. Abbiamo attaccato tutti i palloncini su una ringhiera, creando una bellissima parete colorata, purtroppo però non è rimasta intatta fino alla fine del campo, che peccato!

È giunta la fine di questa giornata, prima di andare a dormire ci siamo divisi nuovamente in gruppi di quattro, ognuno affidato ad un educatore, dando inizio all’ultima attività per questa serata. Ogni educatore ha consegnato ai componenti del proprio gruppo un cartoncino a forma di stella: sopra dovevamo scrivere una o più parole per descrivere il momento più bello, a nostro parere, di tutta la giornata. Io ho scritto su una delle punte della stella la parola “EMOZIONI”, ovvero la parola chiave del giorno.»

Valeria Fiumi

 

Giovedì 26 luglio 2018: giorno 2

«Secondo giorno di campo; i ragazzi sono sempre più carichi e vogliosi di scoprire il nuovo tema della giornata da affrontare. Subito dopo l’ambientazione, la prima attività è stata la divertente “ASTA DELL’IO”, nella quale noi giovanissimi siamo stati chiamati a contenderci caratteristiche fisiche e morali, da poter usare nelle nostre relazioni. Successivamente si è parlato di relazioni con gli altri (famiglia, amici, etc..) e come noi le affrontiamo nella nostra vita quotidiana: se ci impegniamo a coltivarla al meglio, se abbiamo paura a sperimentare nuove conoscenze e così via. Abbiamo, inoltre, affrontato il tema della tecnologia e della nostra dipendenza da essa. Le domande che ci sono state poste riguardavano in sostanza l’influenza dei social sulle nostre relazioni. Per finire ci siamo dedicati alla relazione, forse la più importante tra tutte: quella con Dio. E per fare ciò i nostri educatori ci hanno offerto del tempo libero, il Deserto, momento di riflessione interiore e di dialogo con il Signore. Riassumendo la parola chiave del giorno era RELAZIONE, forse il tema che io e il mio gruppo abbiamo affrontato meglio durante tutta la settimana.»

Floranna Guarente

 

Venerdì 27 luglio 2018: giorno 3

«Io ho scelto di raccontare la terza giornata di campo che si basava sui conflitti. Come attività al mio gruppo hanno fatto fare uno sketch che ipotizzava il conflitto tra Giuseppe e i fratelli che però noi abbiamo aggiornato ai nostri tempi.

L'argomento "conflitto" è stato uno dei più discussi durante il campo, perché tra noi giovani è molto frequente. Io penso che il conflitto abbia i suoi pro e i suoi contro perché magari serve per chiarirsi ma altre volte si discute fino ad arrabbiarsi. Dopo, alla fine della giornata, ci aspettava un’eclissi di luna insieme ad un cielo stellato, che abbiamo guardato per tutta la sera. Io e i miei amici cercavamo di vedere le costellazioni che Federico ci diceva e alla fine sono riuscita a trovare l'Orsa maggiore e l'Orsa minore che sono bellissime. In fine per terminare la giornata abbiamo aggiornato la nostra stella con il momento che ci ha colpito di più. E il mio è stato proprio guardare le stelle.»

Marzia Rago

 

Sabato 28 luglio 2018: giorno 4

«“Il tesoro è alla fine dell’arcobaleno, che trovarlo vicino nel proprio letto piace molto meno”.

L’argomento della quarta giornata di campo è stato la Ricerca, tema che abbiamo visto attraverso vari punti di vista e interpretazioni. Ad aprire la giornata è stata, come per ogni tema, una scenetta ispirata a una vicenda della storia di Giuseppe, in questo caso quella che lo vede interpretare i sogni del faraone d’Egitto, che colpito dalla sua abilità lo nomina viceré.  La prima attività, quella che ha rotto il ghiaccio, è stata una lettura (e un successivo confronto) su varie personalità del presente e del passato, appartenenti agli ambiti più disparati ma con una cosa in comune: tutti loro hanno lottato per inseguire il loro sogno e raggiungerlo.

Il passo successivo è stato pensare al nostro sogno, e immaginarci come saremo tra dieci anni, dove ci troveremo e con chi. Dopo quest’attività, che ha toccato molti nel profondo, abbiamo chiuso la prima metà della mattinata con una canzone di Niccolò Fabi, “Negozio di Antiquariato”, dove il cantautore, utilizzando la metafora di un negozio di antiquariato, si chiede come trovare un sogno vero tra tutte le possibilità che ci si presentano. Bisogna quindi sapere dove guardare e una volta fatto, bisogna saper scegliere con cura.

Dopo aver ascoltato la canzone, abbiamo riflettuto quindi su come viviamo la ricerca del nostro sogno, sul come la svolgiamo e a chi siamo soliti chiedere aiuto. Le attività a questo punto si sono interrotte, per proseguire dopo il pranzo con l’attività “Scienziamoci”: divisi in gruppi, attraverso il completamento di varie prove abbiamo ottenuto i materiali più disparati, dai pennarelli fino a cartoni o colori a tempera; una volta ottenuti tutti i materiali ci è stato chiesto di costruire un’invenzione che secondo noi avrebbe potuto cambiare il mondo. Le tre invenzioni presentate sono poi state esaminate e giudicate, con il fine di trovare un vincitore. Il fine dell’attività è stato quello di farci capire che portare a termine una ricerca da soli è veramente difficile, mentre collaborando con altre persone diventa incredibilmente più semplice riuscire a superare gli ostacoli e raggiungere i rispettivi obiettivi. Tutto ciò è stato analizzato all’interno del gruppo insieme agli educatori.

L’ultima attività del giorno è stata il deserto itinerante, dove ognuno di noi ha scelto uno dei cinque temi del campo, ai quali era associato un piccolo passo del Vangelo su cui riflettere durante il deserto, insieme con altri testi. Dopo il deserto la giornata si è conclusa con la cena, i giochi serali e come ogni sera i “Seminatori di Stelle”.»

Denny Marca

Domenica 29 luglio 2018: giorno 5

«Questo campo mi è servito moltissimo per ragionare su me stessa e per rispondere a quasi tutte le mie domande. Abbiamo passato dei giorni indimenticabili grazie anche a tutti gli educatori presenti.

Ogni giorno parlavamo di un argomento diverso ma, il giorno che mi è piaciuto di più, è stato proprio l’ultimo! Durante quest’ultimo giorno abbiamo parlato di SCELTE... 

Le scelte, a mio parere, sono una cosa importantissima nella vita e l’ho capito proprio durante il campo. Ora però vi spiego meglio come si è svolta questa giornata.

Dopo esserci svegliati, aver fatto colazione e le pulizie, finalmente abbiamo iniziato questo ultimo giorno. Abbiamo iniziato con una semplice ambientazione in cui gli educatori hanno spiegato a noi campisti cosa avremmo dovuto fare durante quella giornata.

Verso le 10:30 circa ci siamo divisi nei nostri soliti gruppi e siamo andati in un posto in cui avremmo potuto parlare dell’argomento del giorno, “LA SCELTA”.

Gli educatori hanno iniziato col farci delle domande per iniziare che, a mio parere, mi sono servite moltissimo per fare dei ragionamenti sull’argomento in questione.

Dopo un po’ abbiamo ascoltato una canzone di Annalisa, “DOVE SI VA”; ognuno di noi poi ha sottolineato la frase della canzone che l’ha colpito di più in modo tale da poterne discutere poi tutti insieme. La frase che ho scelto?! “NON SAI COM’È NORMALE SENTIRSI DIVERSI TORMENTATI, MA MERAVIGLIOSI IN UN GIORNO SENZA FESTA”. L’ho scelta perché è una frase che rappresenta sia me che le scelte che ho fatto nella mia, anche se ancora breve, vita.

Una volta finito di confrontarci gli educatori ci hanno detto che avremmo dovuto iniziare il “Deserto”, che è un momento in cui noi campisti ragioniamo su di noi e sull’argomento del giorno da soli. 

Per quanto mi riguarda il momento del deserto durante il campo è quello che mi piace di più perché ho la possibilità di confrontarmi con me stessa!»

Giorgia Salvatore

«Tutti noi, dai ragazzi agli educatori, sapevamo che di lì a breve ci saremmo dovuti salutare con un pizzico di malinconia. Ma nonostante questo abbiamo affrontato la giornata come se fosse il primo giorno, con le nostre pulizie, con la colazione tutti insieme, in cui ognuno di noi ha avuto modo di scambiare qualche parola condita da qualche risata. Subito dopo ci siamo messi in moto e, mentre tutti i familiari arrivavano, ci siamo divisi in piccoli gruppi (le nostre squadre colorate) per riflettere e condividere su ciò che avevamo affrontato nei giorni trascorsi insieme, per poter illuminare e comprendere cosa è stato importante per ciascuno di noi, in modo tale da poter riportare il tutto nella quotidianità (anche se con qualche difficoltà).

Successivamente c’è stata la Messa, il momento che riassume la nostra Scelta di dire sì a Dio ogni giorno, condividendolo con chi ci circonda. Abbiamo affidato questi giorni a Lui e ci siamo resi conto di come la Scelta non sia un punto o una linea, quanto una via che ci apre infinite possibilità davanti a noi.

Per concludere ci siamo salutati mangiando tutti insieme e raccontando ai nostri familiari tutto ciò che abbiamo vissuto durante le giornate del campo, fiduciosi che questi momenti andranno ad arricchire il nostro piccolo bagaglio personale, e che quando un domani li ricorderemo, ci strapperanno un sorriso.»

Federico Rottaro, educatore.


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